L’Arciconfraternita del Soccorso

I Padri Agostiniani che si erano stanziati in San Severo nella Chiesetta di San Pietro, poi di Sant’Agostino (oggi Santuario della Beata Vergine del Soccorso) verso il 1514 erano dediti, oltre che al culto mariano per la Madonna del Soccorso, a molte pratiche di Pietà verso la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. In seguito la Confraternita del Crocifisso, istituita presso questa chiesa, ereditò tutte le Devozioni e consuetudini anticamente praticate dai Padri Agostiniani, e in special modo: “… per meglio solennizzare i Venerdì di Quaresima, i Confratelli del SS. mo Crocifisso si erano procurati una reliquia del Sacro Legno della Croce, e un pezzetto della Sacra Spina, che esponevano alla pubblica adorazione …” . Ai confratelli del sodalizio che vestivano nelle processioni il saio con cappuccio di tela bianca, un cinto di cuoio, e la mozzetta di color verde, era stato concesso di occupare il secondo posto in precedenza nelle processioni. Questa congregazione, che aveva come prescelti come suoi protettori Santa Monica e Sant’Agostino (da qui il nome alternativo di “Confraternita di Santa Monica”) verso il 1662 si trasferì nella Chiesa di San Nicola, e qui vi rimase fino al 1776 circa, epoca in cui fu soppressa da Mons. Farao, Vescovo di San Severo.

Intanto nella Chiesa di S. Agostino verso il 1680 Mons. Felice De Matta aveva fatto erigere una nuova Confraternita, sotto il Titolo della Vergine del Soccorso, la quale volle ereditare dalla vecchia Confraternita del Crocifisso l’usanza del pellegrinaggio processionale ai Santi Sepolcri nelle prime ore del venerdì Santo.

Al 1846 dovrebbe risalire l’inizio della Processione dei Confratelli del Soccorso con la Croce di legno condotta a spalla dal più fervoroso confrate; la Croce più antica, con l’andar del tempo, per la sua vetustà si disfece, e a questa se ne sostituì un’altra. Attualmente il sodalizio conserva nel suo Santuario la pesante Croce che la mattina del Venerdì Santo viene condotta processionalmente in segno di penitenza dal Cireneo, che indossa un saio di tela bianca procede scalzo con il cappuccio calato sul volto. Il penitente, il cui nome non è dato sapere, porta la pesante Croce adagiata sulla spalla per tutto il percorso della processione.

Attualmente si conserva ancora l’antica usanza di far baciare ai fedeli in Chiesa la Reliquia della Santa Croce nei Venerdì di Quaresima. L’abito che indossavano i Confratelli del Soccorso fino agli anni trenta aveva sulla “mozzetta” di seta celeste due medaglioni ovali ricamati; uno raffigurava la Vergine del Soccorso, l’altro la Croce, emblema dell’antica Confraternita del Crocifisso e della Devozione per la Passione di N.S.G.C.

Per info e contatti: info@arciconfraternitadelsoccorso.it


 
 

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